La “scioccante” vita di Elsa Schiaparelli

La “scioccante” vita di Elsa Schiaparelli

Autrice della gonna pantalone e di una moda all’avanguardia.

Ironica, stravagante, eccentrica ed egocentrica, fu una delle ‘première dame’ della moda internazionale degli anni ’30. Se Coco Chanel rappresentava, il rigore, la semplicità, l’austerità quasi monacale, Elsa Schiaparelli era l’esuberanza.

Italiana doc, con origini aristocratiche toscane e piemontesi, scelse la Francia, ed in particolar modo Parigi, per sperimentare la sua euforica esuberanza creativa.

Elsa Schiaparelli ha inventato un nuovo concetto di moda: provocare il pubblico, ma al contempo far convivere eccentricità e funzionalità, senza mai dimenticare il ruolo importantissimo legato all’estetica, all’armonia, soprattutto al colore.

“Disegnare abiti, non è una professione. E’ un’arte. Una delle arti più complesse, difficili, sconfortanti perché un vestito, quando nasce, appartiene già al passato.”

Aristocratica, meravigliosamente stravagante, la grande creatrice di origine italiana era amante dei tessuti più originali, sofisticati, curiosi. Abiti e accessori originali (fu lei ad inventare la prima chiusura lampo), stravaganti, capricciosi, sofisticati.

Disegna cappelli di paglia con insetti coloratissimi e piume di martin pescatore, ma anche copricapo a forma di scarpa e gioielli.

Legata per molti anni a Salvador Dalì, con il grande artista catalano, Elsa Schiaparelli creò tailleur neri con tasche rifinite da bocche femminili, borse a forma di telefono, abiti da gran sera di organza con dipinte enormi aragoste.

Schiaparelli fu anarchica anche nella ricerca di praticità; fu lei a disegnare la gonna pantalone, una prima versione delle moderne culottes, causando trambusto nel mondo del tennis quando la giocatrice Lilí Álvarez decise di indossarla nel 1931.

Ma Elsa Schiaparelli è stata anche colei che ha dato vita al rosa shocking. Ebbene sì, questo colore ultramoderno è stato creato nel 1936 proprio da Lei.

Il suo profumo “Shocking!” era contenuto in una bottiglia scolpita da Leonor Fini a forma del busto di Mae West (attrice musical, sex symbol dell’epoca nonché provocatrice dell’opinione pubblica), e confezionato in un packaging rosa shocking, colore che divenne subito un’icona della maison parigina.

Un colore luminoso, impossibile, sfacciato, inappropriato. Una moda, quella di Elsa, in cui riversare tutta sé stessa, d’altronde:

“un abito non è solo stoffa: un abito è un pensiero”

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