Cos’è la Microfibra?

Cos’è la Microfibra?

Un tour tra le diciture e le “furberie” per un acquisto più consapevole

Sempre più spesso ci viene posta una domanda: “ma l’avete la Microfibra?”.

Bene, nel mondo dei filati per aguglieria (quindi quelli adatti al Crochet e al Knitting), molto, anzi troppo spesso, si vedono etichette che non solo non rispettano le normative ma spesso fanno leva su una pubblica convinzione, quella ad esempio che la Microfibra sia innanzitutto una fibra, ma che sia addirittura una qualità che elevi il prodotto.

Vi deluderemo, ma questa dicitura “MICROFIBRA” non solo non rappresenta una fibra ma è addirittura una menzione errata che va contro le disposizioni legislative europee di etichettatura dei prodotti tessili disciplinato dal Regolamento UE n.1007/2011 

Ma andiamo al sodo: “cos’è allora la Microfibra”?

La “Microfibra” non è assolutamente una fibra ma semplicemente una caratteristica di una fibra, che quando seguita da questo aggettivo ne va a definire la finezza ( convenzionalmente delle fibre aventi massa lineare compresa tra 0,3 e 1,0 dtex -unità di misura tessile che corrisponde a 1 grammo su 10 chilometri)

Senza andare troppo nel tecnico, ma quindi quando leggiamo su un gomitolo 100% Microfibra? Ecco, non solo è scorretto ma non rispetta assolutamente la normativa. Per essere corretta la dicitura microfibra deve essere preceduta dal polimento che compone la fibra; es 100% Nylon Microfibra e MAI e poi MAI 100% Microfibra.

“IL 100% MICROFIBRA NON ESISTE!”

Questo “modus operandi” spesso viene usato da commercianti per così dire “poco scrupolosi” per confondere l’acquirente che vede nella Microfibra una qualche fibra speciale adatta ai più piccoli ad esempio o -anche più grave- una qualche fibra ipo-allergenica  o ancor peggio ANALLERGICA (di questo argomento ne parleremo in un prossimo articolo).

E quindi? E’ una truffa?

Mah, se non una truffa un’imprecisione piuttosto grave che tende a far credere “chissà che”, a confondere il consumatore che pensa di acquistare una “super fibra” quando sta acquistando semplicemente un acrilico.

Proprio pochi giorni orsono arriva una domanda sotto ad un Video Youtube che spiegava nuovi filati:

Signora: “E’ anallergico? Io adoperò, il cotone 100% o la microfibra, sono allergica all’acrilico, o a filati misti.”

Risposta:”no signora, il filato anallergico non esiste, al massimo potrebbe essere ipo-allergenico. Ma dobbiamo anche informarla che essendo allergica all’acrilico sta acquistando senz’altro un prodotto con polimeri (quindi Acrilico) che viene chiamato erroneamente Microfibra!”

Ecco, questo per dire quanto è pericoloso e scorretto non apporre le giuste informazioni sulle etichette!

Quindi consigliamo di prestare molta attenzione alle informazioni riportate ed in caso di dubbi conviene sempre cercare di approfondire con il venditore!

Nei prossimi articoli su questo Blog approfondiremo alcune caratteristiche dei nostri amati filati per poter fare sempre di più un acquisto consapevole!

Giovanni Mustone per il Blog Meglio di Maglia

3 commenti

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Barbara

Confesso la mia ignoranza e devo dire che è rassicurante sapere che ci sono persone competenti e professionali come voi che informano in modo serio il consumatore👍

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Sabina

Buongiorno, grazie dell’informazione. Per fare chiarezza quali sono i filati davvero 100% naturali? Es se si parla di Lurex? Se si parla di Acrilico? Se si parla di Cashmire? Etc etc
Grazie se volete fare chiarezza

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    blog@megliodimaglia

    Salve Sabrina! Se per naturale intendiamo “non sintetici” sono tutti quei filati che hanno composizioni tipo 100% cotone 100% bamboo o 100% lana. Spesso però si confonde l’assenza degli elementi sintetici come sinonimo di qualità. Bene, questo concetto andrebbe un pochino analizzato. Ci sono ad esempio dei filati che grazie all’ aggiunta di un componente sintetico garantiscono ad esempio il comfort oppure la resistenza all’usura, o ancora la possibilità di avere effetti di sfumature che con una sola fibra naturale non si potrebbero ottenere. Poi nel mondo dei filati sintetici ed artificiali (altra distinzione che comporterebbe un’altra puntata del Blog) si possono distinguere polimeri e polimeri, o ancora tinture eco-sostenibili e tinture che non lo sono. L’unica garanzia di qualità di un prodotto, in sintesi, non sempre viene dettata da una mera composizione ma anche dal processo produttivo che viene eseguito per ottenerlo.

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